Il ministro degli Interni del Brandeburgo sostiene il controverso rifiuto dell'asilo
Il ministro degli Interni del Brandeburgo sostiene il respingimento dei richiedenti asilo alla frontiera con la Polonia; La sentenza del tribunale di Berlino è contraddittoria.

Il ministro degli Interni del Brandeburgo sostiene il controverso rifiuto dell'asilo
Si riaccende la disputa sul respingimento dei richiedenti asilo alle frontiere tedesche. Il ministro degli Interni del Brandeburgo René Wilke (non partito) è intervenuto dopo la conferenza dei ministri degli Interni a Bremerhaven e ha chiarito: i respingimenti sono necessari per rendere più severa la politica migratoria. Lo giustifica con la mancanza di norme vincolanti con gli Stati dell'UE, come riporta rbb24.
La dichiarazione di Wilke arriva in un momento esplosivo, poiché una sentenza del Tribunale amministrativo di Berlino ha dichiarato inammissibili i rifiuti. La Corte ha stabilito che i richiedenti asilo non possono essere rimpatriati senza una procedura Dublino adeguatamente condotta. Ciò ha avuto conseguenze di vasta portata per la polizia federale, che il 9 maggio ha respinto tre richiedenti asilo somali dalla stazione ferroviaria di Francoforte sull'Oder, nonostante avessero presentato domanda di asilo. Secondo ZDF la polizia federale ha definito la Polonia un paese terzo sicuro, ma ciò non era sufficientemente fondato dal punto di vista giuridico.
Reazioni e sviluppi politici
Tuttavia, il ministro federale degli Interni Alexander Dobrindt (CSU) non è impressionato dalle sentenze del giudice e intende continuare con i respingimenti. Ha fatto riferimento a circa 25.000 respingimenti e a circa 1.000 arresti da parte dei trafficanti. Le reazioni sono contrastanti: mentre Michael Kellner dei Verdi critica il comportamento di Dobrindt definendolo una violazione della legge, Lena Kotré dell'AfD accoglie con favore le misure, ma vede la necessità di ulteriori azioni.
Anche il ministro degli Interni Wilke esprime preoccupazione per i controlli previsti da parte polacca. Il primo ministro polacco Tusk ha annunciato che anche la Polonia introdurrà i propri controlli, il che potrebbe causare problemi significativi a circa 12.000 pendolari giornalieri provenienti dalla Polonia. Il primo ministro del Brandeburgo Dietmar Woidke (SPD) si sta già battendo per ridurre il carico sui pendolari e chiede una terza corsia sull'autostrada 12.
La situazione giuridica in dettaglio
Il Tribunale amministrativo di Berlino ha chiarito che le autorità tedesche competenti devono chiarire quale Stato membro dell’UE è competente per la procedura di asilo. Il Regolamento Dublino III prevede che i richiedenti asilo possano presentare domanda solo nello Stato membro in cui sono entrati per la prima volta. Le persone che chiedono asilo sul territorio tedesco non possono essere respinte senza la procedura Dublino, come spiega [BAMF](https://www.bamf.de/DE/Themen/AsylFluechtlingsschutz/AblaufAsylverfahrens/Dublin procedure/dublin procedure-node.html).
Un simile rifiuto può avvenire solo in casi particolari, cosa che Dobrindt non è riuscita a dimostrare in modo convincente a causa della mancanza di una base giuridica chiara. La decisione del tribunale è attualmente provvisoria, il che significa che per il momento la polizia federale può continuare ad effettuare respingimenti, ma esiste il rischio di un possibile cambiamento se la giurisprudenza si consolida.
Nel complesso, il dibattito sulla politica di asilo e sulle relative basi giuridiche continuerà ad essere un tema caldo anche in futuro, presentando grandi sfide sia alla politica che alla società civile in Germania.