36 anni di apertura delle frontiere: una giornata storica per l'Assia e la Turingia!

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Il 9 novembre 2025 la Turingia ricorderà l'apertura del confine, che ha acquisito significato storico nel 1989 dopo la caduta del muro di Berlino.

Am 9. November 2025 erinnert Thüringen an die Grenzöffnung, die 1989 nach dem Mauerfall historische Bedeutung erlangte.
Il 9 novembre 2025 la Turingia ricorderà l'apertura del confine, che ha acquisito significato storico nel 1989 dopo la caduta del muro di Berlino.

36 anni di apertura delle frontiere: una giornata storica per l'Assia e la Turingia!

Il 9 novembre 2025 la caduta del muro di Berlino sarà sulla bocca di tutti e anche Hesse festeggerà questa giornata storica. Il ministro degli Interni dell'Assia Roman Poseck ha recentemente elogiato l'apertura del confine interno della Germania tra Vacha (Turingia) e Philippsthal (Assia). Ciò avvenne appena tre giorni dopo lo storico evento della caduta del muro di Berlino, avvenuta il 9 novembre 1989, che segnò l’inizio di una svolta senza precedenti in Germania. Un comunicato del Ministero sottolinea che in questo giorno non è stata scritta la storia solo a Berlino, ma anche in piccole città come Vacha. Il ponte Werra tra Philippsthal e Vacha, prima impraticabile, è diventato il 12 novembre 1989 l'ancora di salvezza tra i due sistemi precedenti e dal 1990 viene chiamato "Ponte dell'Unità".

Poseck descrisse questa rivoluzione del 1989 e la successiva riunificazione della Germania come un “colpo di fortuna nella storia tedesca”. Il coraggio e l’impegno dei cittadini dell’ex DDR fecero sì che le loro richieste di libertà e democrazia venissero premiate nel 1989. Molte persone ricordano ancora i volti abbracciati e piangenti di coloro che assistettero all’apertura del confine: un commovente momento di stupore per il rapido cambiamento del panorama politico.

Il contesto storico della caduta del muro di Berlino

La caduta del muro di Berlino non è solo una pietra miliare nella storia tedesca, ma anche un elemento fondamentale per l’intero continente europeo. Questo evento si inserisce nel contesto della rivoluzione pacifica nella DDR, caratterizzata da proteste di massa e dalla ricerca della libertà di viaggio. Il 9 novembre 1989 divenne il simbolo dello smantellamento della cortina di ferro, che dal 1949 divideva la Germania in due Stati: la Repubblica Federale Tedesca (RFT) a ovest e la Repubblica Democratica Tedesca (RDT) a est. Questa divisione era associata a restrizioni di viaggio estreme, difficili da superare per gli abitanti della DDR.

Già nell’estate del 1989 oltre 50.000 persone fuggirono dalla DDR, spesso attraverso l’Ungheria, dove alcune strutture di confine erano state smantellate. Il “picnic paneuropeo” al confine austro-ungherese ha svolto un ruolo cruciale, offrendo a molti cittadini della RDT la possibilità di fuggire. Il 30 settembre 1989 le autorità ritennero necessario disinnescare la situazione e il ministro degli Esteri della Germania occidentale Hans-Dietrich Genscher concesse ai rifugiati a Praga il permesso di partire per la Repubblica Federale Tedesca.

Un cambiamento inconfondibile

La caduta del muro di Berlino è avvenuta durante una conferenza stampa in cui Günter Schabowski ha annunciato le nuove norme sui viaggi. La sua dichiarazione secondo cui le norme dovrebbero entrare in vigore immediatamente ha scatenato una massiccia corsa ai valichi di frontiera. La gente si è riversata attraverso le porte delle mura e ha celebrato il ricongiungimento con parenti e amici. Le settimane successive furono caratterizzate dall'euforia: milioni di pezzi del Muro furono presi come souvenir e iniziarono le discussioni sul futuro dei due Länder tedeschi.

La riunificazione tedesca ebbe luogo il 3 ottobre 1990 e fu ampiamente celebrata a Berlino. Queste celebrazioni non segnano solo la fine di un’era, ma anche l’inizio di una nuova storia condivisa per la Germania. Oggi, 36 anni dopo questi eventi rivoluzionari, l’impegno per i valori democratici è più che mai all’ordine del giorno. Poseck sottolinea che questo patrimonio deve essere preservato e il Museo del confine di Philippsthal mantiene vivo ancora oggi lo spirito di questo periodo turbolento.