Il percorso della Russia verso il neototalitarismo: gli esperti avvertono dei pericoli!
Scopri come gli esperti di Erfurt analizzano le sfide di uno sviluppo neototalitario in Russia. L’attenzione si concentra sulle attuali discussioni sul conflitto in Ucraina e sulla necessità di strategie di sicurezza europee nel 2025.

Il percorso della Russia verso il neototalitarismo: gli esperti avvertono dei pericoli!
Le tensioni geopolitiche tra Russia e Ucraina stanno raggiungendo nuove dimensioni, soprattutto di fronte alle continue aggressioni e perdite di vite umane. Le attuali osservazioni degli esperti mostrano che la minaccia rappresentata dalla politica neototalitaria di Vladimir Putin è significativa non solo per l'Ucraina, ma anche per l'Europa nel suo insieme. Queste valutazioni sono state sottolineate con enfasi da Maria Domanska, esperta di Russia presso il think tank polacco OSW, in un dibattito a Erfurt l'11 novembre 2025. Secondo Domanska, la strada verso una Russia sempre più autoritaria è stata spianata dal 2011/2012, che è stata accompagnata da manifestazioni di massa in Russia, soprattutto dopo il ritorno di Putin alla presidenza. Sottolinea che il sistema di Putin è fortemente caratterizzato da una connessione tra politica estera e interna e sostiene che il Cremlino ha bisogno della guerra per rafforzare la sua legittimità.
In questo contesto Irina Scherbakova dell'organizzazione per i diritti umani Memorial parla di un apparato repressivo draconiano caratterizzato dalla tortura e dall'omicidio. Anche dopo il 2012 ci sono state proteste contro il regime di Putin, da ultimo al funerale di Alexei Navalny nel 2024. Scherbakova sottolinea che il controllo statale sulla società civile ha continuato ad aumentare. Anche lo storico e fondatore di LibMod, Ralf Fücks, illustra le sfide che l’Europa si trova ad affrontare e chiede un ripensamento alla Germania e all’UE per resistere a una “alleanza di dittature”.
Il saggio che ha cambiato il mondo
Un aspetto centrale è il saggio di Vladimir Putin “Sull’unità storica di russi e ucraini”, pubblicato il 12 luglio 2021, appena sei mesi prima dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. In questo conciso documento, Putin mette in dubbio l’esistenza dell’Ucraina e la vede come parte di una storica “nazione russa trina”. Storici e analisti descrivono il saggio come imperialista e revisionista storico. Le tesi del saggio, la visione russa dell’Ucraina e degli ucraini, mostrano chiaramente che Putin si basa sulle influenze occidentali e incolpa Kiev per la crisi nel Donbass. Questo non è solo un segnale retorico, ma anche geopolitico: nelle sue osservazioni, l'Ucraina viene dipinta come uno strumento dell'Occidente per indebolire la Russia.
Il conflitto in corso, iniziato con l’annessione della Crimea nel 2014, e l’aggressione militare della Russia mirano ad abolire lo Stato ucraino. Secondo lo stato attuale, oltre 6,5 milioni di rifugiati sono fuggiti dall’Ucraina e 3,6 milioni di sfollati interni sono stati creati a causa di questa crisi. Gli esperti riconoscono che sono in aumento i crimini contro i diritti umani commessi contro i civili nei territori occupati.
Il pianificato come realtà
Negli ultimi anni, la Russia ha ripetutamente lanciato importanti attacchi militari contro l’Ucraina, spesso prendendo di mira le infrastrutture critiche, in particolare nel settore energetico. Nel maggio 2024, tuttavia, le forze armate ucraine erano riuscite a riconquistare parte del territorio pezzo per pezzo sotto enormi pressioni e perdite. A questo punto Fücks chiede anche che l’Ucraina continui ad essere sostenuta per mantenere la pressione in modo che sia abbastanza forte da porre fine alla guerra. A suo avviso, i successi dell'esercito ucraino nella regione della Crimea e nella regione del Mar Nero sono segnali incoraggianti in un conflitto che continua ad aggravarsi.
La comunità internazionale, guidata da Stati Uniti e Germania, ha approvato le operazioni ucraine contro obiettivi russi nel maggio 2024, cambiando le dinamiche del conflitto. Tuttavia, permangono serie preoccupazioni circa l'aumento della repressione in Russia e l'ulteriore inasprimento del conflitto. Sotto gli occhi del mondo, la necessità di assumere una posizione chiara e decisa contro il regime autoritario di Mosca diventa sempre più urgente.
La direzione che prenderà la politica internazionale rimane incerta, ma una cosa è certa: le sfide che le decisioni geopolitiche e l’aggressione militare portano con sé influenzano e modellano anche la vita qui in Europa. Spetta quindi a noi monitorare da vicino gli sviluppi e agire di conseguenza.
Siamo innegabilmente in un momento critico che presenta sia opportunità che sfide. Le conversazioni attuali e le analisi di queste dinamiche sono quindi più importanti che mai.
Per ulteriori informazioni e un approfondimento sull'argomento, visitare gli articoli di Capire la Russia, Wikipedia E bpb.de.