Berlino spinge forte: molte più deportazioni nel 2025!

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Berlino vedrà un aumento delle deportazioni del 56% nel 2025. La CDU elogia le misure, mentre l’SPD mette in guardia.

Berlin verzeichnet 2025 einen Anstieg der Abschiebungen um 56 %. Die CDU lobt die Maßnahmen, während die SPD warnt.
Berlino vedrà un aumento delle deportazioni del 56% nel 2025. La CDU elogia le misure, mentre l’SPD mette in guardia.

Berlino spinge forte: molte più deportazioni nel 2025!

Il Senato rossonero di Berlino ha aumentato significativamente il ritmo delle deportazioni nella prima metà del 2025. notizie quotidiane Sono state deportate 804 persone, con un aumento del 56% rispetto all'anno precedente. La maggior parte di questi rimpatri è avvenuta tramite voli charter e le persone provenienti dalla Moldavia (307), dalla Georgia (154) e dalla Serbia (47) erano particolarmente ben rappresentate. Nelle statistiche sono stati inclusi anche i deportati dalla Turchia (39), dalla Bosnia ed Erzegovina (27) e dall'Afghanistan (21).

Sul piano politico il capogruppo parlamentare della CDU Dirk Stettner si è detto soddisfatto dei numeri e ha annunciato che prenderà ulteriori misure. Per l'intero 2025 sono previsti “oltre 1.600 rientri”, il numero più alto dal 2017. La SPD ha invece reagito in modo piuttosto cauto. Il portavoce della politica migratoria Orkan Özdemir trova poco piacevole che molte persone vengano deportate. Ha anche criticato le mosse della CDU per chiedere una punizione per gli attivisti dei rifugiati che trasmettono informazioni su imminenti deportazioni.

Situazione attuale della politica di restituzione

La situazione è influenzata dal quadro giuridico, che afferma chiaramente che il ritorno e la deportazione sono priorità politiche. IL BAMF sottolinea che la politica di rimpatrio è modellata anche dalle normative dell'UE che impongono agli Stati membri di emettere decisioni di rimpatrio. In Germania, nel 2011 è stata recepita la Direttiva UE sul rimpatrio, che stabilisce la base giuridica per l’obbligo di rimpatrio. Si applica quanto segue: il ritorno volontario ha la priorità sulla deportazione forzata.

Secondo l'Amministrazione degli Interni a Berlino vivono attualmente circa 2.400 persone che devono lasciare immediatamente il Paese. In totale, più di 15.000 persone godono della tolleranza umanitaria, che però non garantisce lo status di residenza permanente. Negli ultimi anni queste leggi sono diventate sempre più al centro dei dibattiti politici. Anche se la Legge fondamentale tutela il diritto d'asilo, non sempre i motivi di fuga, come la guerra o la guerra civile, sono riconosciuti come motivo sufficiente per poter soggiornare in Germania.

Cenni storici e controversie

Uno sguardo al passato mostra che la Germania ha molto su cui lavorare per quanto riguarda la politica sui rifugiati. La discussione sullo status protetto, soprattutto per le persone provenienti da paesi dilaniati dalla guerra come Siria, Iraq e Afghanistan, è stata ed è spesso accesa. Prima del 2013 in Germania non esisteva alcun diritto legale alla protezione temporanea per i rifugiati di guerra, il che è stato criticato da molti come un “gap di protezione”. Anche dopo l’accordo di Dayton del 1995, quando ci fu un grande afflusso di persone in cerca di protezione dalla Bosnia-Erzegovina, molte domande furono respinte.

All’epoca, le misure di rimpatrio venivano spesso criticate come inadeguate perché le preoccupazioni per la sicurezza nei paesi di origine e la mancanza di legami sociali ne impedivano l’attuazione. I politici stanno attualmente discutendo sull’efficacia dei programmi di ritorno e sulle riforme necessarie nella politica migratoria.

La questione del rimpatrio e della deportazione rimane quindi un tema caldo che non è solo un argomento di discussione a Berlino, ma riguarda anche tutta la Germania. Resta da vedere in che misura cambierà il panorama politico qui, ma una cosa è certa: c’è ancora molto da fare nel dibattito sui diritti dei rifugiati e sulla politica di rimpatrio.