Follia sotto protezione: gli ambientalisti chiedono diritti per i fiumi!
Gli ambientalisti chiedono l’indipendenza giuridica per la Sprea nel 2025, ispirati dai movimenti globali per i diritti naturali.

Follia sotto protezione: gli ambientalisti chiedono diritti per i fiumi!
In Germania sono sempre più numerose le voci che chiedono il riconoscimento giuridico della Sprea. Gli ambientalisti chiedono che alla Sprea venga data una propria personalità giuridica. Questo movimento fa parte di un’iniziativa globale per stabilire i diritti per la natura che è già in corso in paesi come Ecuador, Nuova Zelanda e India. Nell’articolo 71 della sua Costituzione, l’Ecuador garantisce alla “natura o Pacha Mama” i propri diritti e riconosce così il legame profondamente radicato tra l’uomo e la natura, che è rappresentato anche dalle culture indigene, come riporta ZDF Today.
La situazione di molti fiumi tedeschi, tra cui circa 15.000 di piccole e medie dimensioni, è spesso preoccupante. Gli ambientalisti sono impegnati a garantire che, concedendo diritti alla natura, si possano adottare misure preventive di protezione anche per i nostri ecosistemi. Il professor Christian Calliess sottolinea che la legislazione ambientale esistente in Germania è completa, ma Christine Ax della rete "Diritti della natura" critica il fatto che le leggi esistenti spesso entrano in vigore solo dopo che la natura è stata distrutta, il che ha conseguenze catastrofiche per l'ambiente.
I diritti della natura in primo piano
Un concetto sempre più in primo piano è il riconoscimento giuridico della natura come soggetto giuridico. Ciò rappresenterebbe un passo significativo nella giusta direzione e potrebbe garantire che la natura non sia più vista esclusivamente come oggetto di protezione ambientale. Attualmente, la natura in Germania non può derivare alcun diritto soggettivo o farli valere legalmente, il che rende ancora più urgente la richiesta di una modifica costituzionale per riconoscere questi diritti. In questo contesto, secondo bpb, la capacità di integrare la conservazione della natura nelle infrastrutture sociali ed economiche è considerata essenziale per poter affrontare l'attuale crisi ecologica, aggravata dal cambiamento climatico e dall'estinzione delle specie.
Un nuovo approccio preso in considerazione in questa discussione è una “legge fondamentale ecologica” che è già stata elaborata dalla rete “Diritti della Natura” e potrebbe includere la concessione alla Sprea di propri diritti. Ciò avviene nell'ambito di un progetto pilota volto a migliorare l'approvvigionamento di ossigeno nella Sprea. Inoltre per dargli voce verrà presentato al Bundestag un progetto di legge per il riconoscimento giuridico della Sprea.
Uno sguardo oltre i confini
Il movimento internazionale per i diritti della natura ha già ottenuto alcuni successi. Ad esempio, in Nuova Zelanda il fiume Whanganui è stato riconosciuto come entità giuridica. Ciò preannuncia una nuova era nella conservazione in cui gli esseri umani non governano più la natura ma entrano in partnership con essa. La proposta di riconoscimento giuridico della natura come soggetto giuridico non è una coincidenza e si riflette nell’attuale discussione su un nuovo liberalismo ecologico. Il contributo di Andreas Gutmann nel libro “Può l’Antropocene avere successo?” affronta questi approcci giuridici indipendenti e il loro significato per il nostro futuro nell’Antropocene, come osserva De Gruyter.
In sintesi, le varie iniziative e richieste mostrano che è urgentemente necessario un ripensamento della percezione della natura come attore giuridico per realizzare un cambiamento reale. La protezione della natura richiede non solo l’adattamento delle leggi esistenti, ma anche un riallineamento fondamentale della nostra comprensione del diritto che riconosca e promuova i diritti della natura. Solo così potremo superare con successo le sfide del nostro tempo e lasciare un ambiente intatto alle generazioni future.