Primo volo di deportazione in Afghanistan – Dobrindt sotto pressione!
Il 18 luglio 2025 è decollato il primo volo di deportazione verso l’Afghanistan dall’agosto 2024. Il controverso rimpatrio riguarda cittadini afghani e segue l’ascesa al potere dei talebani.

Primo volo di deportazione in Afghanistan – Dobrindt sotto pressione!
Il 18 luglio 2025 alle 8:58 è decollato da Lipsia il primo volo di deportazione verso l’Afghanistan dall’agosto 2024. A bordo della macchina c'erano 81 persone considerate legalmente obbligate a lasciare il Paese. Le persone colpite sono state perseguite in Germania e ora devono tornare nel loro paese d'origine, che attualmente è sotto l'influenza dei talebani. Il volo era originariamente previsto per le 7:15 ma è stato ritardato. Lo riferisce il Tagesschau.
Si tratta della seconda deportazione di cittadini afghani da quando i talebani sono saliti al potere nell'agosto 2021. Il volo è atterrato a Lipsia nel primo pomeriggio, mentre l'origine e l'esatto status giuridico dei deportati non sono ancora chiari. I critici, tra cui l'Istituto tedesco per i diritti dell'uomo e PRO ASYL, vedono queste deportazioni come una violazione della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e della Legge fondamentale tedesca. Anche l'Associazione degli avvocati repubblicani ha espresso preoccupazione. Non è inoltre chiaro se per questo volo ci siano state trattative dirette con i talebani o se sia stato coinvolto un intermediario Lo riferisce ZDF.
Contesto politico e misure di inasprimento previste
Il volo di deportazione è avvenuto contemporaneamente ad un vertice sulla migrazione al quale il ministro degli Interni Alexander Dobrindt aveva invitato i suoi colleghi europei. Dobrindt, che ha chiesto un inasprimento della politica migratoria in Europa, ha già fatto sapere che intende negoziare i rientri direttamente con i talebani. Ciò potrebbe rappresentare un nuovo approccio nella politica tedesca in materia di asilo, poiché la Germania attualmente non ha relazioni diplomatiche con il regime e comunica invece attraverso un ufficio di collegamento in Qatar. notizie quotidiane E ZDF.
Negli ultimi mesi si è riaccesa la discussione sulle deportazioni in Afghanistan, soprattutto quando si tratta di criminali. Secondo l’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati, attualmente sono circa 11.500 i cittadini afghani costretti a lasciare il Paese. Rapporti temporali. Sebastian Fiedler, portavoce della politica interna della SPD, è favorevole alle misure previste, ma sottolinea che si dovrebbero evitare rapporti diretti con i talebani. Queste differenze argomentative mostrano quanto sia delicata la questione, soprattutto per quanto riguarda la precaria situazione della sicurezza in Afghanistan e gli aspetti umanitari.
Critica internazionale e situazione dei diritti umani
Anche le Nazioni Unite sono critiche nei confronti dei piani di deportazione tedeschi. Il commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha affermato che è inappropriato rimandare le persone in un paese in cui la situazione dei diritti umani è così catastrofica. La situazione delle donne e delle ragazze è peggiorata drammaticamente da quando i talebani sono tornati al potere. Nell’attuale dibattito sui rimpatri vengono ripetutamente evidenziati le prospettive umanitarie e i rischi che la deportazione in Afghanistan comporta Il tempo.
Alla luce di questi sviluppi, è chiaro che la questione delle deportazioni in Afghanistan non ha solo implicazioni legali ma anche profonde implicazioni morali. Esperti e attivisti per i diritti umani chiedono che venga prestata maggiore attenzione alla sicurezza e alle condizioni umanitarie in Afghanistan prima che vengano effettuate ulteriori deportazioni.