Rehlinger invita al dialogo all'interno del partito: la pace è a rischio?

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Il vicepresidente dell'SPD Rehlinger sottolinea l'importanza di dibattiti pacifici sulla politica estera e di contatti con la Russia prima della prossima conferenza del partito.

SPD-Vizechefin Rehlinger betont die Bedeutung friedlicher Debatten über Außenpolitik und Kontakte zu Russland vor dem bevorstehenden Parteitag.
Il vicepresidente dell'SPD Rehlinger sottolinea l'importanza di dibattiti pacifici sulla politica estera e di contatti con la Russia prima della prossima conferenza del partito.

Rehlinger invita al dialogo all'interno del partito: la pace è a rischio?

Nell'attuale dibattito politico della SPD si sente un "manifesto" che chiede un riorientamento della politica estera e di sicurezza. Questo documento politico richiede, tra le altre cose, colloqui con la Russia e lo stop allo stazionamento di nuovi missili a medio raggio statunitensi in Germania. Anke Rehlinger, primo ministro del Saarland e vicepresidente dell'SPD, venne a conoscenza di questo manifesto solo al momento della sua pubblicazione. Pur essendo critico nei confronti delle idee, riconosce il legittimo desiderio di alcuni membri del partito di esprimere posizioni divergenti sulla politica del governo. "Dobbiamo riconoscere che in Germania ci sono persone molto appassionate della pace", dice Rehlinger, e vede la necessità di discutere le diverse opinioni nella SPD, anche se non riesce a identificarsi con le richieste del manifesto.

Il leader dell'SPD Lars Klingbeil ha chiaramente preso le distanze dalle richieste del manifesto e ha sottolineato che non ci sarà alcuna inversione di marcia nel sostegno all'Ucraina. Egli chiarisce che la Russia è responsabile delle sofferenze in Ucraina e che il presidente Putin potrebbe porre fine immediatamente alla guerra se lo volesse. Secondo Klingbeil, la forza militare e gli sforzi diplomatici non sono contraddittori, ma piuttosto complementari. Per lui quindi il manifesto non è un attacco personale, bensì parte di una discussione interna al partito che proseguirà prima del congresso del partito dal 27 al 29 giugno. Anche il ministro della Difesa Boris Pistorius è stato critico, definendo il manifesto una “negazione della realtà” e sottolineando che Putin sta sabotando i veri colloqui diplomatici.

Approfondimenti sul manifesto

Il manifesto, firmato da diverse decine di eminenti socialdemocratici, tra cui Rolf Mützenich e Ralf Stegner, respinge l’attuale strategia di confronto militare e le elevate spese per il riarmo in Germania. Un punto centrale è la richiesta di un graduale ritorno a relazioni rilassate con la Russia e la fine dello spiegamento di nuovi missili a medio raggio statunitensi che potrebbero rendere la Germania un potenziale obiettivo di attacco. In particolare viene criticato il previsto aumento del bilancio della difesa al 3,5 o addirittura al 5% del PIL senza una chiara giustificazione politica di sicurezza. Gli autori sostengono che la Germania e gli Stati Uniti hanno concordato di posizionare armi convenzionali a medio raggio in Germania già nel 2024, mentre la Russia ha già missili a medio e lungo raggio nell’exclave di Kaliningrad che possono raggiungere quasi tutti gli obiettivi in ​​Europa.

In questa discussione divisa all'interno della SPD, non solo i compagni sostengono il manifesto, ma anche altre voci più importanti come Sahra Wagenknecht della BSW. Suggerisce addirittura una manifestazione congiunta con i promotori del manifesto per mobilitare i sostenitori. Resta da vedere se queste diverse correnti possano creare una nuova dinamica nel discorso del partito e della politica estera, ma la prossima conferenza del partito sarà sicuramente utile per trovare una linea chiara e possibilmente acquisire nuova forza per l’SPD.

Il dibattito in seno alla SPD dimostra quanto sia importante confrontarsi con posizioni divergenti e quanto sia necessario affrontare le sfide della politica estera. "Le diverse posizioni devono essere discusse all'interno del partito", sottolinea Rehlinger. Soprattutto in questi tempi turbolenti, il dialogo è essenziale: su questo tutti sono d’accordo.

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