Addio al Paese dei Balocchi di Michael: sconvolgimento a Weimar!

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A Weimar il popolare negozio di giocattoli "Michael's Toyland" chiude dopo 33 anni a causa del calo delle vendite e del commercio online.

In Weimar schließt der beliebte Spielzeugladen "Michael's Spielzeugland" nach 33 Jahren, bedingt durch Umsatzrückgänge und Online-Handel.
A Weimar il popolare negozio di giocattoli "Michael's Toyland" chiude dopo 33 anni a causa del calo delle vendite e del commercio online.

Addio al Paese dei Balocchi di Michael: sconvolgimento a Weimar!

Il panorama del commercio al dettaglio in Germania si trova ad affrontare profondi cambiamenti che colpiscono in particolare il commercio al dettaglio locale. Un esempio attuale è la chiusura del famoso negozio di giocattoli “Michael’s Toyland” a Weimar, in Turingia, prevista entro la fine di dicembre di quest’anno. Il titolare Michael Rott vanta 33 anni di attività commerciale di successo, durante i quali è riuscito a fidelizzare una clientela abituale, soprattutto tra le famiglie e gli asili nido. Le ragioni della chiusura sono varie, ma in cima alla lista ci sono il calo delle vendite durante la pandemia del coronavirus e la crescita del commercio online. Secondo [thueringen24.de](https://www.thueringen24.de/weimar/article300420119/thueringen-laden-schliessung-spielwaren-weimar-ladens-gezaehlt- Nimm-ladentreib-esten.html), Rott offre uno sconto del 40% sugli articoli fino alla chiusura per ridurre l'inventario rimanente. Ha intenzione anche di donare la merce invenduta agli asili nido.

La triste notizia della chiusura non è unica. Secondo l’Associazione tedesca del commercio al dettaglio (HDE), circa 4.500 negozi in tutta la Germania dovranno chiudere nel 2023, una tendenza iniziata nel 2022 con la chiusura di 5.000 negozi. Il presidente dell’HDE Alexander von Preen descrive la situazione come “drammatica”. Il numero dei negozi è sceso da 370.000 nel 2015 a soli 300.000. Questi sviluppi sono direttamente collegati ai cambiamenti che la pandemia del coronavirus ha avuto sul commercio al dettaglio. Come riporta ZDF today, dopo il lockdown i posti vacanti nei centri urbani sono diventati evidenti a molti.

Le cause del declino

Una delle ragioni principali di questo sviluppo è l’influenza della pandemia del coronavirus, che rappresenta una sfida esistenziale per molti commercianti al dettaglio. Particolarmente colpito è il commercio al dettaglio, ma anche i ristoranti, le strutture culturali e per il tempo libero ne risentono pesantemente. Mentre i centri urbani sono rimasti vuoti durante il lockdown, il commercio al dettaglio online ha registrato un enorme aumento delle vendite. L'articolo di Statista mostra che nell'aprile 2020 il commercio al dettaglio online è aumentato del 24%, mentre i negozi fissi hanno registrato un crollo delle vendite. La fiducia dei consumatori resta depressa anche dagli sviluppi geopolitici, come la guerra in Ucraina. Ciò potrebbe avere ancora una volta un impatto negativo sulla situazione già tesa per i commercianti al dettaglio.

Per sopravvivere in questa situazione di tensione, von Preen chiede un adeguamento dei modelli locativi, soprattutto sotto forma di affitti basati sulle vendite, e incentivi agli investimenti per le città per riportare più vita nei centri urbani. Tali misure potrebbero contribuire a ridurre i posti vacanti, che rimangono l’ombra del panorama del commercio al dettaglio, un tempo fiorente.

Uno sguardo al futuro

Nonostante queste sfide, ci sono anche barlumi di speranza. Secondo l'HDE, il settore del commercio al dettaglio prevede una possibile crescita nel 2025, ma molti commercianti al dettaglio rimangono scettici, come chiarisce ZDF today. La perdita del posto di lavoro, come quella di Michael Rott, è una conseguenza dolorosa non solo per i dipendenti, ma per l'intera comunità. Resta da vedere come il settore si adatterà nei prossimi anni e quali nuovi concetti e idee emergeranno per far fronte alla crescente concorrenza della vendita al dettaglio online.