Weimar perde il tesoro di culto: il Paese dei Balocchi chiude dopo 33 anni!

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A Weimar il negozio di giocattoli “Michael’s Toyland” chiude per calo delle vendite. Vendite e donazioni previste.

In Weimar schließt der Spielzeugladen „Michael‘s Spielzeugland“ aufgrund von Umsatzrückgängen. Schlussverkauf und Spenden geplant.
A Weimar il negozio di giocattoli “Michael’s Toyland” chiude per calo delle vendite. Vendite e donazioni previste.

Weimar perde il tesoro di culto: il Paese dei Balocchi chiude dopo 33 anni!

Negli ultimi mesi nei centri urbani tedeschi si è notata una tendenza preoccupante: sempre più negozi sono costretti a chiudere. Ciò è dolorosamente visibile anche attraverso le ultime notizie dalla Turingia: il famoso negozio di giocattoli “Michael’s Toyland” nel centro commerciale “Atrium” di Weimar chiude i battenti dopo 33 anni. Per salutarci c'è una vendita finale con un enorme sconto del 40%, dove i clienti abituali fedeli, tra cui molti asili nido, possono ottenere i loro soldi. Il proprietario Michael Rott è ottimista nonostante la chiusura e ricorda con affetto gli ultimi anni in cui ha potuto portare gioia a tante famiglie nel cuore della città.

Tuttavia, le ragioni della fine sono allarmanti. Il calo delle vendite durante la pandemia di Corona, insieme al commercio online sempre più dominante, hanno causato seri problemi al settore della vendita al dettaglio. Secondo l’Associazione tedesca del commercio (HDE), circa 4.500 negozi in Germania dovranno chiudere i battenti nel 2023, una situazione che il presidente dell’HDE Alexander von Preen definisce “drammatica”. Dei 370.000 negozi di una volta presenti in Germania, oggi ne restano solo circa 300.000. Ciò significa che non andranno perduti solo negozi di lunga data, ma anche numerosi posti di lavoro, nel caso di "Michael's Toyland" cinque in totale.

Il contesto: effetti della pandemia

La pandemia del coronavirus ha avuto un ruolo centrale nelle chiusure. Il primo lockdown a livello nazionale è stato deciso nel marzo 2020 e ha portato terribili cali nelle vendite per molti rivenditori. Anche se i negozi hanno potuto riaprire ad aprile, i centri urbani sono spesso rimasti vuoti. Gli effetti negativi del lockdown sono stati particolarmente avvertiti dai settori della vendita al dettaglio non alimentare e della ristorazione. L’Associazione tedesca del commercio ha stimato che durante le chiusure del 2020 i rivenditori hanno subito perdite per quasi un miliardo di euro al giorno. Tutto ciò ha lasciato evidenti paure e incertezze tra i rivenditori che continuano ad avere un impatto anche oggi.

A questo si aggiunge uno stato d’animo dei consumatori “offuscato” che, secondo l’esperta di borsa della ZDF Valerie Haller, è in parte aggravato dalla guerra in Ucraina. Inoltre, lo scorso anno il settore del commercio al dettaglio ha dovuto chiudere circa 5.000 negozi, il che non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Soluzioni innovative, come ad esempio la riduzione degli affitti in località come Wipperfürth, hanno contribuito in alcuni casi a evitare posti vacanti. Ma rimane lo scetticismo tra i rivenditori che vorrebbero un maggiore sostegno da parte del nuovo governo federale per avere una situazione economica migliore in futuro.

Uno sguardo al futuro

La situazione sul mercato al dettaglio resta tesa. Sebbene l’HDE presuppone che il commercio al dettaglio possa registrare una nuova crescita all’inizio del 2025, molti commercianti al dettaglio sono scettici riguardo a questa previsione. Affinché i centri urbani non continuino a dissanguarsi e sia ancora possibile fare nuovi acquisti in futuro, sono necessari adeguamenti dei modelli locativi, incentivi agli investimenti e una maggiore responsabilità delle città per l'attrattiva dei loro centri.

Uno sguardo a “Michael’s Toyland” ci mostra chiaramente quanto sia importante il commercio al dettaglio fisso per il paesaggio urbano. Clienti fedeli e una lunga tradizione caratterizzano questo posto speciale: si può solo sperare che le fluttuazioni del mercato e le sfide economiche non portino a troppi imitatori.