Cellulari in classe: le scuole Havellan si affidano a nuove regole!
L'articolo evidenzia le nuove normative sull'uso del cellulare nelle scuole dell'Havelland a partire dal 2025 e i loro effetti sul comportamento degli studenti e sul clima di apprendimento.

Cellulari in classe: le scuole Havellan si affidano a nuove regole!
Nel Brandeburgo il tema dell'uso del cellulare in classe è molto dibattuto. A partire dall'anno scolastico 2025/26 gli alunni della scuola primaria dalle classi dalla 1 alla 6 dovranno consegnare il cellulare e lo smartwatch durante le lezioni. Ciò vale anche per le scuole primarie di Havelland. Gli studenti del Campus Leonardo Da Vinci di Nauen hanno già allestito un cosiddetto “garage dei cellulari”. Qui i bambini consegnano i loro dispositivi prima della lezione, li spengono e li ripongono in un armadio chiuso a chiave dagli insegnanti. Questo concetto però non è nuovo, anzi esiste da anni, indipendentemente dalle nuove normative del Ministero dell’Istruzione.
Il Ministero dell'Istruzione chiarisce che non esiste un divieto generale sui cellulari. I dispositivi digitali privati devono invece essere spenti e riposti durante le lezioni. Gli insegnanti hanno la possibilità di consentire l'uso di questi dispositivi in casi particolari, ad esempio per motivi medici. Nella scuola elementare Käthe Kollwitz di Nauen gli studenti possono lasciare il cellulare in tasca. Questa regolamentazione viene però accolta con scetticismo perché i controlli vengono percepiti come inadeguati. Gli studenti spesso trovano scappatoie per accedere ai social media durante le pause.
L'efficacia delle norme
L’esperienza della Scuola Primaria Leonardo Da Vinci dimostra che dall’introduzione di queste misure si sono verificati cambiamenti positivi nel comportamento degli studenti. L'educatrice sociale Antonia S. sottolinea quanto sia importante che anche i genitori si assumano la responsabilità dell'uso dei media da parte dei propri figli. Lei chiede un limite di età per i social media e considera importante il divieto dei telefoni cellulari nelle scuole elementari per promuovere le interazioni sociali tra i bambini. Ciò dimostra che è scoppiato un ampio dibattito su come i telefoni cellulari dovrebbero essere integrati in modo sensato nella vita scolastica quotidiana o su come dovrebbero essere regolamentati.
Tuttavia, il feedback scientifico su tali normative è contrastante. Un'analisi completa di 22 studi provenienti da dodici paesi ha dimostrato che ci sono sia effetti positivi che alcun collegamento significativo tra il divieto dei cellulari e il successo nell'apprendimento. In Inghilterra, in particolare, uno studio ha rilevato che le scuole in cui è stato vietato l’uso dei cellulari hanno riscontrato miglioramenti significativi nei punteggi dei test per gli studenti con risultati inferiori, un effetto che ha dato agli studenti con risultati inferiori circa una lezione aggiuntiva a settimana. Tuttavia, questi numeri risalgono a un’epoca in cui gli smartphone non erano ancora ampiamente disponibili nelle scuole, il che rende difficile il confronto dei dati.
Uno sguardo oltre i confini
Nel confronto europeo le cose sembrano diverse: in paesi come Francia, Italia e Gran Bretagna i cellulari sono già vietati nelle scuole. Uno studio attuale dell’Università di Augusta mostra che tali divieti possono avere effetti positivi sul clima sociale e sulle prestazioni di apprendimento. Gli insegnanti riferiscono che i telefoni cellulari utilizzati in modo visibile disturbano la concentrazione e possono avere un impatto negativo sulle interazioni sociali. Un divieto potrebbe quindi rendere le scuole più sicure, soprattutto per gli studenti più giovani.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che un semplice divieto senza supporto educativo non può avere molto effetto. Gli studenti dovrebbero imparare a usare la tecnologia in modo responsabile. Si raccomanda una combinazione di divieti e misure educative per promuovere l’alfabetizzazione mediatica al fine di migliorare ulteriormente l’interazione sociale. Il dibattito sull'uso del cellulare nelle scuole resta quindi attuale e dimostra che è necessaria una considerazione differenziata di tutti gli aspetti.