Il futuro della sicurezza europea: Potsdam discute di strategie!
Il 14 luglio 2025 gli esperti discuteranno a Potsdam del futuro della politica europea di sicurezza e difesa.

Il futuro della sicurezza europea: Potsdam discute di strategie!
Gli esperti si sono incontrati ieri a Potsdam per un'interessante discussione sul futuro della politica europea di sicurezza e difesa. L'evento si è svolto presso la sede dello Stato in Heinrich-Mann-Allee ed è stato particolarmente importante considerando la mutevole situazione della sicurezza transatlantica. La necessità di un’organizzazione di sicurezza indipendente per l’Europa è più rilevante che mai, poiché il secondo mandato del presidente americano Donald Trump lascia spazio a speculazioni sul futuro ruolo degli Stati Uniti come potenza protettrice dell’Europa. Gli esperti, tra cui la Dott.ssa Ronja Kempin della Science and Politics Foundation (SWP), hanno discusso delle sfide urgenti e delle potenziali misure per rafforzare l'architettura di sicurezza europea. È diventato chiaro che l’UE deve riprogettare la propria politica di difesa e sicurezza per poter rispondere adeguatamente agli sviluppi attuali.
Qual è il ruolo dell'UE nel mondo? Fraser Cameron descrive l’UE come una “superpotenza insolita”, anche se non dispone delle risorse militari di una superpotenza classica, ma dispone comunque di un notevole “soft power” attraverso il suo enorme mercato interno. L’UE rappresenta attualmente il 16% del commercio globale. Tuttavia, l’influenza dell’UE sugli standard internazionali, noto anche come “effetto Bruxelles”, potrebbe presto diventare ancora più importante. In molti luoghi, anche in paesi come l’Indonesia e il Brasile, questi standard influenzano le pratiche nazionali. Ma le tensioni geopolitiche aumentate a causa della pandemia del coronavirus dimostrano che spetta all’UE sviluppare strumenti adeguati per la sua politica estera e di sicurezza.
Le sfide della politica di difesa
La discussione su un esercito europeo ha acquisito slancio dopo le parole di Jean-Claude Juncker nel 2015, quando ha chiesto all'UE di formare un fronte militare unito più forte. Anche se da allora sono stati compiuti progressi nella politica estera e di sicurezza comune (PESC), non vi è stato alcun vero progresso. Numerosi esperti, tra cui Michael Gahler, membro del Parlamento europeo, e il generale Robert Brieger, presidente del Comitato militare europeo, sottolineano che, sebbene una guerra di aggressione in Europa abbia dato all’UE una notevole capacità di azione, non è chiaro se questa dinamica durerà.
La discussione ha toccato anche i risultati della Conferenza sul futuro dell’Europa del 2021, che ha discusso le nuove prospettive per l’UE e le sue ambizioni in materia di politica di sicurezza. I sondaggi mostrano un chiaro voto tra i cittadini a favore del rafforzamento della politica estera e di sicurezza europea, ma resta da vedere come gli stati dell’UE risponderanno a queste richieste. È necessario un cambiamento fondamentale nel pensiero politico per garantire che l’UE abbia un ruolo significativo nell’architettura della sicurezza globale, soprattutto in un momento in cui la minaccia da parte di attori non statali è in aumento e la guerra ibrida è all’ordine del giorno.
In sintesi, il dibattito sulla politica di sicurezza e difesa europea non è solo un argomento per scienziati politici o strateghi militari, ma riguarda tutti in Europa. La domanda rimane: l’UE è pronta a posizionarsi come un attore serio sulla scena globale? Cosa è necessario per aumentare la consapevolezza della sicurezza negli Stati membri e incoraggiarli a cooperare?
Per ulteriori informazioni su questo argomento visita Punto d'incontro Potsdam, L'Europa in classe O ESUT.