Esame del sangue rivoluzionario: l’epigenetica scopre la resistenza all’insulina nel cervello!

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I ricercatori di Potsdam hanno scoperto marcatori epigenetici che indicano la resistenza all’insulina nel cervello e consentono diagnosi precoci.

Forschende in Potsdam fanden epigenetische Marker, die Insulinresistenz im Gehirn anzeigen und frühe Diagnosen ermöglichen.
I ricercatori di Potsdam hanno scoperto marcatori epigenetici che indicano la resistenza all’insulina nel cervello e consentono diagnosi precoci.

Esame del sangue rivoluzionario: l’epigenetica scopre la resistenza all’insulina nel cervello!

La ricerca appena pubblicata dal Centro tedesco per la ricerca sul diabete (DZD) sta facendo riflettere le persone. In uno studio pubblicato sulla rinomata rivistaMedicina traslazionale scientificapubblicato, gli scienziati hanno scoperto cambiamenti epigenetici nel sangue di persone senza diabete di tipo 2. Questi cambiamenti potrebbero fornire informazioni sulla risposta insulinica del cervello e quindi essere di grande importanza per la prevenzione dell’obesità e delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. [Diabsite] riporta che l'insulina svolge un ruolo centrale nel metabolismo, nelle funzioni cognitive e nella regolazione dell'appetito.

Attualmente, rilevare la resistenza all’insulina nel cervello è un compito costoso e dispendioso in termini di tempo. Il motivo? Mancano biomarcatori efficaci che consentano una diagnosi rapida e precisa. Tuttavia, utilizzando l’apprendimento automatico, i ricercatori sono stati in grado di identificare nel loro studio 540 siti CpG la cui metilazione alterata distingue in modo eccellente tra persone con e senza resistenza all’insulina. Questi risultati potrebbero aprire la strada a esami del sangue rivoluzionari utilizzati nella pratica clinica. Guida medica in linea spiega che i marcatori epigenetici potrebbero dare un contributo decisivo all'identificazione precoce dei pazienti a rischio.

L'importanza della ricerca

I risultati di questo studio non sono importanti solo per la ricerca sul diabete, ma evidenziano anche le interazioni tra malattie metaboliche e neurodegenerative. L’analisi dei modelli di metilazione nel sangue mostra come il cervello reagisce all’insulina e potrebbe quindi aiutare a comprendere meglio le cause dell’insulino-resistenza. Questa ricerca mette a portata di mano un intervento precoce che potrebbe fare davvero la differenza per molte persone.

Un altro aspetto degno di nota è l’elevata precisione dei biomarcatori identificati. In due coorti indipendenti, composte da 33 e 24 partecipanti, è stata raggiunta una percentuale di successo compresa tra l'83 e il 94%. I ricercatori avevano scoperto che alcuni geni associati alla resistenza all’insulina nel cervello sono cruciali per lo sviluppo e la segnalazione neuronale. [Eureka Alert] evidenzia che molte persone con questa resistenza rispondono meno bene ai cambiamenti dello stile di vita e corrono un rischio maggiore di diabete di tipo 2.

Prospettive future

La collaborazione interdisciplinare tra diverse istituzioni, tra cui l’Università di Tubinga e l’Ospedale universitario di Ulm, mostra l’enorme potenziale di questa tecnica di ricerca. L’obiettivo è quello di sviluppare un pannello di test standardizzato che possa essere utilizzato nella pratica clinica. Sono inoltre previsti ulteriori progetti di ricerca che riguardano l'uso di queste firme epigenetiche per la diagnosi precoce di malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. I prossimi passi? Ottimizzare la diagnostica e sviluppare strategie di prevenzione su misura: un’area che potrebbe avere effetti positivi di vasta portata sulla salute di molte persone.

Per individuare precocemente la resistenza all’insulina nel cervello e trattarla in modo specifico, è essenziale una combinazione di nuove scoperte e procedure di test innovative. Questa ricerca è di enorme importanza in un momento in cui le malattie croniche come il diabete e le malattie correlate sono in aumento e sono necessari nuovi approcci per combatterle. Sarà emozionante vedere come questi sviluppi si riveleranno rivoluzionari nella pratica medica nei prossimi anni.