Woidke ribatte Bena: Raffineria PCK in grave pericolo!
La Woidke di Brandeburgo è criticata per la sua raffineria di PCK; Le sanzioni statunitensi mettono in pericolo i posti di lavoro nell’Est.

Woidke ribatte Bena: Raffineria PCK in grave pericolo!
Nel Brandeburgo le discussioni sulla raffineria PCK di Schwedt giungono al culmine. Il primo ministro Dietmar Woidke (SPD) respinge le dure critiche rivolte al suo partner di coalizione, il BSW. In un recente comunicato stampa, la presidentessa della BSW Friederike Benda ha descritto il governo federale come il “becchino dell’industria della Germania dell’Est” e ha messo in guardia dalle possibili conseguenze delle sanzioni statunitensi per la raffineria, di proprietà della maggioranza della filiale Rosneft. Riguarda l'esistenza di circa 1.200 posti di lavoro e l'approvvigionamento energetico nella Germania orientale. Il portavoce di Woidke sottolinea tuttavia che la fiducia nel governo federale resta intatta e che esso si prende cura del futuro della raffineria, mentre il primo ministro si impegna per una collaborazione costruttiva con la BSW.
Benda non si diverte e invita il governo federale a lottare attivamente per preservare la raffineria PCK. Anche altri parlamentari del BSW sostengono le sue dichiarazioni. Anche il ministro dell'Economia Reiche (CDU) è responsabile della tutela degli interessi della regione. Il deputato del gruppo parlamentare SPD Sebastian Rüter sottolinea che vogliono lavorare insieme su soluzioni per superare le sfide. In definitiva, resta la questione di come i politici federali risponderanno alle veementi critiche.
Situazione critica a causa delle sanzioni
Il Ministero federale dell'Economia è ottimista e non crede che le sanzioni statunitensi influenzeranno le filiali tedesche di Rosneft nella gestione dei trust. L'azienda, che detiene il 54% delle azioni della raffineria PCK, è attualmente sotto l'amministrazione fiduciaria del Ministero federale dell'economia. L'avvocato Bertrand Malmendier è convinto che Rosneft Germania farà tutto ciò che è in suo potere per ottenere le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità statunitensi. Tuttavia, l’aria per la raffineria PCK sta diventando sempre più rarefatta.
La stessa raffineria PCK si trova ad affrontare un futuro incerto a causa delle circostanze geopolitiche. Le precedenti promesse di Robert Habeck (Verdi) riguardo ai progetti sull'idrogeno e all'installazione di elettrolizzatori sono ancora nel nulla. Le consegne di petrolio dalla Russia sono state ora reindirizzate, ad esempio verso paesi come l'India, il che rende le condizioni di mercato ancora più difficili per Schwedt. La sede è preoccupata anche per la decisione europea, secondo la quale gli stati membri dovranno rinunciare alle fonti energetiche russe entro il 2027, anche se presto verrà presentata una tabella di marcia concreta.
Ritorno alle forniture energetiche russe?
In considerazione delle difficoltà economiche, le aziende della Germania dell'Est chiedono il ritorno all'approvvigionamento energetico russo. Christian Günther, direttore di un grande stabilimento chimico, ritiene che ciò sia necessario per la stabilità economica della regione. Nel frattempo il ministro dell'economia della Sassonia-Anhalt Sven Schulze (CDU) sostiene le richieste e vede una possibile svolta nella politica energetica se si raggiunge un accordo di pace in Ucraina. La raffineria PCK ha espresso preoccupazione per il suo futuro in una lettera al Primo Ministro.
Il dibattito sulla raffineria di Schwedt e sull'intero settore dell'Est mostra come gli sviluppi geopolitici possano avere effetti tangibili anche a livello locale. Resta da vedere quali misure prenderà il governo federale per prendere sul serio le preoccupazioni delle aziende e dei dipendenti.