La Germania blocca il bilancio Ue di von der Leyen: a rischio 2mila miliardi di euro!

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Il governo tedesco respinge il piano di Ursula von der Leyen per un bilancio comunitario da duemila miliardi di euro, mentre Friedrich Merz si reca a Londra.

Die deutsche Regierung lehnt Ursula von der Leyens Plan für einen zweibillionen Euro EU-Haushalt ab, während Friedrich Merz nach London reist.
Il governo tedesco respinge il piano di Ursula von der Leyen per un bilancio comunitario da duemila miliardi di euro, mentre Friedrich Merz si reca a Londra.

La Germania blocca il bilancio Ue di von der Leyen: a rischio 2mila miliardi di euro!

Ci sono tempi turbolenti nell’attuale panorama politico europeo, in particolare per quanto riguarda il prossimo bilancio dell’UE. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato un'audace proposta per un bilancio a lungo termine aumentato a duemila miliardi di euro, che coprirà il periodo dal 2028 al 2034. Secondo le informazioni di DW von der Leyen vuole che il nuovo budget venga aumentato in considerazione delle sfide che l’Europa deve affrontare, ad esempio in termini di sicurezza e difesa. Questa somma rappresenta un aumento di 700 miliardi di euro rispetto al bilancio attuale.

Ma non tutti gli Stati membri sono d’accordo con questa proposta. Il governo tedesco, guidato dal cancelliere Friedrich Merz, ha preso una posizione chiara: un simile aumento del bilancio dell’UE non può essere raggiunto data l’attuale situazione di bilancio degli Stati membri. Il portavoce del governo Stefan Kornelius ha sottolineato che il margine finanziario è attualmente limitato e che sono necessarie nuove fonti di reddito per alleviare il peso sui bilanci nazionali. Nella situazione attuale non è possibile un ampio ampliamento del bilancio Mondo segnalato.

La ristrutturazione del bilancio dell’UE

La proposta di Von der Leyen prevede una chiara ristrutturazione del bilancio in tre pilastri principali. 865 miliardi di euro saranno messi a disposizione per l'agricoltura, la pesca, la coesione e la politica sociale. Inoltre, sono previsti 410 miliardi di euro per la competitività, la ricerca e l'innovazione, nonché 200 miliardi di euro per le misure esterne, di cui 100 miliardi di euro destinati alla ricostruzione dell'Ucraina. Questa struttura è intesa a garantire che il bilancio sia più flessibile e strategico, soprattutto alla luce delle esperienze degli ultimi anni, come la pandemia di Covid-19 e il conflitto in Ucraina. Euronews sottolinea che sono previste anche nuove tasse sui rifiuti elettronici, sul tabacco e sugli utili aziendali al fine di generare entrate aggiuntive.

Tuttavia l'atmosfera è tesa e si prevede uno scontro politico tra gli Stati membri e il Parlamento europeo. Anche i principali rappresentanti dell'economia e dei politici tedeschi esprimono preoccupazione per la prevista imposta sulle società, il che provoca ulteriori resistenze. Tuttavia, la necessità di aumentare la competitività e rafforzare la preparazione dell’Europa in materia di difesa è ampiamente riconosciuta.

Uno sguardo al futuro

Ciò che accadrà dopo resta da vedere. Le discussioni su questa proposta globale saranno lunghe e complicate, poiché tutto dovrà essere esaminato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Nel frattempo il governo federale chiarisce che l'approccio di riforma e il riallineamento del bilancio sono certamente elogiati, ma spinge per un percorso che tenga conto delle attuali circostanze economiche.

Oltre alle discussioni sul bilancio dell’UE, ci sono anche altri sviluppi internazionali da considerare. Il cancelliere Merz ha firmato un trattato di amicizia con il primo ministro britannico Keir Starmer, che mira a rafforzare le relazioni tra Germania e Gran Bretagna nella politica estera e di difesa. Recentemente sono stati annunciati anche accordi di cessate il fuoco nel conflitto in Siria, nonché gravi combattimenti che hanno causato la morte di 360 persone.

Conclusione: sarà emozionante vedere come si svilupperà il dibattito sul bilancio dell’UE e quali compromessi si potranno trovare per soddisfare sia le esigenze degli Stati membri che le sfide del momento.