La Germania all’ombra della storia coloniale: è urgente venirne a capo!
Lo storico Jürgen Zimmerer critica l'incapacità della Germania di fare i conti con il suo passato coloniale e chiede risarcimenti.

La Germania all’ombra della storia coloniale: è urgente venirne a capo!
La Germania deve ancora affrontare la sfida di fare i conti in modo adeguato con il suo passato coloniale. A criticarlo è lo storico Jürgen Zimmerer, docente all’Università di Amburgo e direttore del centro di ricerca “L’eredità (post)coloniale di Amburgo”. Secondo Tagesspiegel, ha notato un certo ripensamento che ha guadagnato slancio dal 2015, soprattutto dopo le proteste Black Lives Matter nel 2021. Tuttavia, Zimmerer esprime preoccupazione: parla di un ritorno conservatore nel modo di vedere le cose e critica come prima, il disinteresse del governo federale per questa importante questione.
Il colonialismo non solo ha portato alla dipendenza strutturale, ma anche a una storia brutalmente dimenticata di violenta oppressione. Eventi storici come la rivolta di Maji Maji tra il 1905 e il 1907 causarono migliaia di vittime e i genocidi contro Herero e Nama fecero circa 100.000 vittime. Mentre la Germania ha riconosciuto il genocidio, la “Dichiarazione congiunta” con la Namibia rimane non ratificata, cosa che Zimmerer considera incoerente. Il governo federale evita la parola “riparazione” per evitare possibili azioni legali, il che solleva la questione se qui si sia persa la bussola morale.
Ritornano i musei e i beni culturali
Decine di migliaia di oggetti delle ex colonie sono conservati nei musei tedeschi. La restituzione dei beni culturali non è solo una questione politica ma anche emotiva. Mentre la Germania ha restituito la proprietà di 1.000 bronzi del Benin alla Nigeria nel 2022, la gestione da parte del governo nigeriano è rimasta controversa. I critici, compreso lo stesso Zimmerer, lamentano che il governo federale si concentra principalmente sulla restituzione dei resti umani, mentre gli oggetti d’arte vengono spesso trascurati.
Preoccupante è anche il fatto che nel budget 2025 il budget per la protezione e il rimpatrio dei beni culturali è stato tagliato di circa la metà. Si sta progettando un luogo di commemorazione onorevole per le vittime del colonialismo, ma il tema è escluso dal concetto di memoriale. Anche la creazione di un teatro dell'opera al Baakenhafen di Amburgo viene criticata, dando l'impressione che qualcosa non vada per il verso giusto nelle priorità politiche.
Reazioni politiche
Il deputato del Bundestag Awet Tesfaiesus dei Verdi ritiene che il governo abbia il dovere morale di fare ammenda e chiede una discussione fondamentale sulle asimmetrie di potere che si sono verificate a seguito della colonizzazione. Non si tratta solo di accettare il passato, ma anche della responsabilità che comporta.
In un contesto politico diverso, il procuratore generale Pam Bondi negli Stati Uniti ha chiesto la cooperazione con diversi Stati che perseguono la cosiddetta “politica della giurisdizione del santuario”. Questo argomento mostra come i diversi paesi affrontano l'assunzione di responsabilità. Sebbene in Germania il rapporto con il passato coloniale abbia molte sfaccettature, la ricerca di rapporti equi e responsabili è importante anche in altri contesti.
Il discorso su come fare i conti con il passato coloniale rimane un tema caldo. Sorgono sempre più domande: quanto è disposta la Germania a difendere il suo passato? E in futuro verranno adottate misure serie per eliminare le lamentele menzionate?
La sfida resta, e resta da sperare che voci come quelle di Jürgen Zimmerer e Awet Tesfaiesus non restino inascoltate e che il dialogo sulla storia coloniale arrivi finalmente alla superficie sociale.