Merz blocca le consegne di armi a Israele: CDU in crisi!
Il cancelliere Merz blocca le esportazioni di armi verso Israele, il che porta ad accesi dibattiti all'interno della CDU. Il CSD di Bautzen si mobilita nuovamente contro gli estremisti di destra.

Merz blocca le consegne di armi a Israele: CDU in crisi!
L’11 agosto 2025 il cancelliere federale Friedrich Merz ha preso una decisione di vasta portata: verrà interrotta la fornitura di armi a Israele che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza. Questo annuncio non solo scuote il panorama politico, ma suscita anche forti reazioni all'interno dell'Unione, soprattutto da parte della CDU e della CSU, che hanno difficoltà con la nuova linea della Cancelliera.
La decisione in sé non è priva di conflitti. Merz ha toccato un nervo scoperto con questo. La Junge Union parla di “ragione di Stato spacciata”, mentre la CSU si sente esclusa. Domenica si è svolta una riunione speciale del gruppo per discutere i dibattiti, a volte accesi. Come riporta ZEIT, la politica tedesca nei confronti di Israele è una questione centrale per l'Unione, il che spiega bene il furore che circonda questa decisione.
Critiche da tutte le parti
Le critiche sono arrivate rapidamente anche dalle nostre stesse file. Il politico della CDU Roderich Kiesewetter ha descritto la mossa come un “grave errore politico e strategico”. Ai suoi occhi la credibilità della ragion di Stato tedesca si misura con la cooperazione in materia di sicurezza con Israele. Matthias Hauer ha anche affermato che la restrizione alla consegna di armi è un “segnale devastante” che potrebbe avere gravi conseguenze. Il presidente della CSU Alexander Hoffmann ha descritto la decisione come preoccupante e come un allontanamento da decenni di continuità in politica estera. Horst Seehofer l'ha definita semplicemente una “decisione sbagliata” che potrebbe avere conseguenze a lungo termine, come ha osservato il Tagesschau.
Thomas Röwekamp (CDU) sostiene invece che il passo sia stato compiuto collettivamente e che non interpreta come una rottura con la tradizione. Tuttavia, resta la questione se e come cambierà la posizione di partenza di Israele, che è già stata criticata dal primo ministro Benjamin Netanyahu come una “ricompensa per Hamas”.
Un passo audace in politica
La decisione arriva anche in un contesto in cui il governo federale ha ampliato le consegne di armi a Israele solo nell’ottobre 2024. Nonostante le preoccupazioni di molti membri dell’Unione, il vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) ha espresso sostegno alle azioni di Merz, sottolineando che bisogna dire cose sbagliate. La SPD è anche favorevole ad ulteriori misure, comprese le sanzioni contro i ministri israeliani, alimentando così la discussione sul futuro delle relazioni tedesco-israeliane.
Infine è intervenuto Josef Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania. Secondo lui la decisione di Merz mette in pericolo l'esistenza di Israele. Queste voci preoccupanti si intrecciano con gli eventi attuali del conflitto di Gaza e danno ulteriore peso al dibattito.