Dow chiude impianti chimici: a rischio 550 posti di lavoro in Sassonia!

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La Dow sta chiudendo importanti impianti chimici in Sassonia, colpendo 550 posti di lavoro. Il ministro dell'Economia chiede sgravi e nuovi investimenti.

Dow schließt wichtige Chemieanlagen in Sachsen, betroffen sind 550 Arbeitsplätze. Wirtschaftsminister fordert Entlastungen und neue Investitionen.
La Dow sta chiudendo importanti impianti chimici in Sassonia, colpendo 550 posti di lavoro. Il ministro dell'Economia chiede sgravi e nuovi investimenti.

Dow chiude impianti chimici: a rischio 550 posti di lavoro in Sassonia!

Una giornata nera per l'industria chimica nella Germania dell'Est: la Dow ha annunciato oggi che gli impianti di cloro-alcali e vinile di Schkopau e lo steam cracker di Böhlen verranno chiusi. Questa decisione ha un impatto di vasta portata sulla regione, poiché sono a rischio complessivamente 550 posti di lavoro. Segnalatelo MDR e altre fonti.

Le chiusure, che iniziano all’inizio della catena del valore chimico e sono considerate ad alta intensità di costi ed energia, hanno lo scopo di aiutare ad adeguare le capacità e ridurre i rischi commerciali. In un momento in cui l’industria chimica tedesca è sotto pressione, questo ritiro costituisce un’ulteriore battuta d’arresto per la regione. "Ci rammarichiamo della decisione", afferma l'amministratore distrettuale Hartmut Handschak, "ma comprendiamo il contesto economico". Spera anche in futuri ingaggi da parte della Dow a Schkopau.

Sfide economiche e risposte politiche

Le ragioni alla base della decisione di Dow sono molteplici. Martin Naundorf, portavoce del parco industriale e chimico InfraLeuna, vede il ritiro come conseguenza della politica industriale tedesca e dei costi energetici persistentemente elevati. Il ministro dell'economia Sven Schulze (CDU) sottolinea che questo sviluppo era prevedibile da tempo. È stato istituito un gruppo di lavoro per proteggere i siti chimici e i posti di lavoro associati. Schulze chiede anche sgravi per l'industria chimica per ridurre gli enormi costi energetici.

Anche Dirk Panter, ministro dell'economia della Sassonia, ha espresso preoccupazione per la chiusura del cracker di Böhlen. Chiede alla Dow di garantire la sicurezza sociale ai dipendenti interessati e sottolinea la necessità di nuovi investimenti nella regione. “Per mantenere vivo il settore, dobbiamo agire insieme ora”, ha affermato Panter.

Il ruolo dei sindacati

Il sindacato industriale IGBCE è profondamente colpito dalla situazione, valutando le chiusure come “profondamente nere” per il cluster chimico della Germania centrale. "Stiamo lottando per 550 posti di lavoro", spiega il presidente dell'IGBCE Michael Vassiliadis e mette in guardia dagli effetti devastanti sui dipendenti e sulla regione. Il sindacato chiede responsabilità e soluzioni alla Dow per aiutare i dipendenti colpiti.

Le chiusure arrivano in un momento in cui l’intera industria chimica tedesca si trova già ad affrontare gravi sfide: nel primo trimestre del 2025 la produzione è diminuita dell’1,1% rispetto all’anno precedente. I prezzi elevati dell’energia e le normative severe stanno mettendo a dura prova il settore. Tuttavia, la speranza viene dall’aumento della domanda interna e dalla possibilità di stabilizzare le capacità produttive in altri settori, come ad esempio Sede dell'associazione segnalato.

Le condizioni quadro economiche saranno cruciali per il futuro posizionamento dell’industria chimica. Mentre i politici lavorano su sgravi fiscali e riduzione dei prezzi dell’energia, le aziende si trovano ad affrontare la sfida non solo di preservare le strutture esistenti, ma anche di sviluppare nuovi impulsi per la crescita.