Lipsia sta bruciando: l'ondata di caldo richiede giorni senza caldo per i dipendenti!
Lipsia sta affrontando un'ondata di caldo con temperature superiori ai 35 gradi. I datori di lavoro e la città stanno adottando misure per la protezione dal calore.

Lipsia sta bruciando: l'ondata di caldo richiede giorni senza caldo per i dipendenti!
Lipsia sta vivendo oggi un'ondata di caldo che sta diventando una sfida per molti dipendenti: temperature superiori a 35 gradi Celsius sono all'ordine del giorno! Il gruppo parlamentare dei Verdi chiede pertanto una maggiore protezione dal calore sul posto di lavoro. Lei suggerisce che i datori di lavoro siano obbligati ad adottare misure di protezione della salute al di sopra dei 26 gradi Celsius. Questa richiesta è sostenuta dai Verdi di Lipsia, che chiedono giorni senza caldo se mancano misure di protezione adeguate. Un passo sensato perché le alte temperature possono avere gravi conseguenze sulla salute come difficoltà di concentrazione, mal di testa e nausea. Lo riferisce il Leipziger Volkszeitung.
Sapevate che ai sensi della legge sulla sicurezza e la salute sul lavoro i datori di lavoro sono tenuti a garantire la salute dei propri dipendenti? Se la temperatura interna supera i 26 gradi Celsius, sono incoraggiati a implementare misure appropriate come pause aggiuntive e fornitura di liquidi. A temperature estreme, che possono arrivare fino a 40 gradi Celsius, una stanza superiore a 35 gradi Celsius non è più considerata un posto di lavoro adatto, come spiega ZDF today.
Misure e sfide
Il dovere di diligenza dei datori di lavoro gioca un ruolo centrale in tempi come questi. Le imprese all’aperto, in particolare quelle del settore edile, spesso devono adeguare il proprio orario di lavoro per sfuggire alle dure condizioni del sole di mezzogiorno. Alla REIF Baugesellschaft il lavoro inizia prima e le pause sono prolungate. In casi estremi si può addirittura arrivare all’interruzione del lavoro alle 14 se il caldo diventa insopportabile.
Ma non solo le imprese di costruzione, ma anche grandi strutture come l’ospedale universitario di Lipsia si trovano ad affrontare sfide. Qui non è possibile modificare l'orario di lavoro, ma vengono adottate misure globali di protezione dal calore. Ciò include, tra le altre cose, il controllo della quantità di bevande e della temperatura ambiente, nonché la fornitura di 180 distributori d'acqua per dipendenti, pazienti e visitatori.
Aspetti giuridici e sanitari
I rischi per la salute non vanno sottovalutati. Gli esperti avvertono che le alte temperature possono portare a spossatezza, problemi circolatori e, nel peggiore dei casi, anche a un’insolazione. Ogni datore di lavoro dovrebbe quindi tenere d’occhio l’onere sanitario dei propri dipendenti e adottare misure adeguate per proteggerli. Ciò è particolarmente vero se si considerano le raccomandazioni delle Regole tecniche per i luoghi di lavoro (ASR), che stabiliscono che la temperatura dell'aria nelle aree di lavoro non deve superare i 26 gradi Celsius. A temperature più elevate, i datori di lavoro sono tenuti a garantire il benessere dei propri dipendenti.
La DGUV sottolinea che il clima sul posto di lavoro è influenzato da diversi fattori come la temperatura dell'aria, la velocità dell'aria e l'umidità. Per tutelare la salute e le prestazioni è necessaria una valutazione dei rischi. Si raccomanda di attuare misure di protezione tecnica, organizzativa e personale.
Nel complesso, la società si trova ora ad affrontare la sfida di creare condizioni di lavoro che promuovano la salute tutelando allo stesso tempo gli interessi dei datori di lavoro. Solo così è possibile trovare un equilibrio che tuteli sia la performance dei dipendenti che la loro salute.