Terrore da chiamata d'emergenza in Sassonia centrale: da anni l'uomo molesta la polizia!
Un uomo di Mittweida utilizza da anni la chiamata d'emergenza in modo improprio, cosa che ha portato ad una causa ai sensi della sezione 145 del codice penale. Tuttavia, l’uso improprio delle chiamate di emergenza rimane raro.

Terrore da chiamata d'emergenza in Sassonia centrale: da anni l'uomo molesta la polizia!
A Mittweida un uomo di 56 anni ha abusato per anni dei numeri di emergenza della polizia e della centrale di soccorso. Secondo quanto riferito da Stampa libera Molesta regolarmente i dipendenti insultandoli e ostacolando notevolmente il loro lavoro. Queste continue interruzioni hanno bloccato risorse essenziali e messo in pericolo reali emergenze. L'uomo è ora davanti al tribunale distrettuale di Döbeln e al tribunale regionale di Chemnitz per essere ritenuto responsabile del suo comportamento.
L'uso improprio delle chiamate di emergenza è un problema serio, spesso sottovalutato dall'opinione pubblica. Il quadro penale è definito dall'articolo 145 del Codice penale (StGB), il quale chiarisce che l'uso improprio dei servizi di chiamata di emergenza sarà punito con le misure più severe. Ciò vale sia per fingere un'emergenza che per abusare dei numeri di emergenza. Forte legalproblems-im-rd.de In questi casi si rischia la reclusione fino a un anno o una multa, a seconda della gravità del reato.
La base giuridica
L'articolo 145 del codice penale ha come obiettivo primario la tutela della popolazione e il corretto funzionamento dei sistemi di chiamata d'emergenza come il 112 e il 110. Si tratta infatti di un reato astratto, il che significa che anche il tentativo di comporre numeri di emergenza senza un'emergenza reale è considerato un reato punibile. Ad esempio, comporre accidentalmente un numero di emergenza rientra nella legge, il che pone numerose sfide alle autorità, secondo un rapporto di fachanwalt.de spiegato.
Le statistiche parlano da sole: nel 2016 in Germania sono state documentate quasi 11.000 violazioni. In molti casi, però, solo una piccola parte di questi viene perseguita perché spesso l’intenzione di abusare non può essere sufficientemente provata. Un esempio particolarmente significativo è la storia di una donna anziana che ha chiamato un call center di emergenza più di 1.000 volte in un anno. A causa della sua malattia mentale, si è deciso di non portarle via il cellulare.
Le conseguenze per la società
Il comportamento dell'uomo di Mittweida non costituisce un episodio isolato, ma desta serie preoccupazioni per il crescente aumento dei casi di abusi che possono mettere a repentaglio vere e proprie situazioni di emergenza. Intenzioni dannose, come false minacce di bombe o chiamate altrettanto assurde per chiedere indicazioni, intasano le linee e rendono difficile garantire un accesso agevole ai servizi di emergenza necessari.
Le misure giuridiche per contrastare tali reati sono chiare: gli abusi sono puniti non solo con la reclusione, ma anche con la responsabilità civile per le spese sostenute. Anche i fornitori di telecomunicazioni svolgono un ruolo importante nel contribuire a identificare i chiamanti abusivi.
La lotta all’uso improprio delle chiamate di emergenza deve sempre avere la priorità. Educare la popolazione al corretto utilizzo dei numeri di emergenza e controllare regolarmente i sistemi di chiamata di emergenza sono passi essenziali per prevenire futuri abusi. Dobbiamo tutti fare la nostra parte affinché i sistemi di chiamata d’emergenza possano continuare a svolgere la loro importante funzione.