Turingia davanti al tribunale: chi paga i costi della potassa? La decisione è in sospeso!

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La Turingia denuncia i soli costi derivanti dai siti contaminati di potassio. La trattativa del 26 giugno a Lipsia potrebbe essere decisiva.

Thüringen klagt gegen die alleinigen Kosten für Kali-Altlasten. Verhandlung am 26. Juni in Leipzig könnte entscheidend sein.
La Turingia denuncia i soli costi derivanti dai siti contaminati di potassio. La trattativa del 26 giugno a Lipsia potrebbe essere decisiva.

Turingia davanti al tribunale: chi paga i costi della potassa? La decisione è in sospeso!

La Turingia si trova di fronte ad una data decisiva in tribunale: il 26 giugno 2025 il Tribunale amministrativo federale di Lipsia deciderà se lo Stato debba continuare a farsi carico esclusivamente dei costi per i lavori di messa in sicurezza delle miniere di potassio dismesse. L'onere finanziario è enorme e ammonta a oltre 20 milioni di euro all'anno, che affluiscono alla compagnia mineraria Kali+Salz per ripulire vasti siti contaminati dell'era della DDR. Quest'opera è necessaria per evitare potenziali rischi di crollo derivanti dalle cavità derivanti dall'estrazione del potassio. Secondo Antennen Thüringen, l'esito della prossima sentenza è incerto, ma il ministro dell'Ambiente Tilo Kummer spera che il governo federale ritorni alla condivisione dei costi dopo che i contratti precedenti sono stati ritenuti inadeguati.

Dal 2017 la Turingia versa anticipi perché le previsioni dei costi di un contratto generale concluso nel 1998 con l'Agenzia federale per i compiti speciali legati all'unificazione non riescono a coprire l'esborso finanziario effettivo. Mentre inizialmente si prevedeva che i lavori di sicurezza urgenti sarebbero costati 675 milioni di euro, i costi effettivi sono ora stimati a 750 milioni di euro. Kummer sottolinea l'importanza di questa questione per il Paese: "I pagamenti rappresentano un enorme onere finanziario, che rappresenta circa il 10% del nostro budget annuale del Ministero", spiega.

La disputa sul finanziamento

In risposta alla situazione finanziaria, la Turingia ha fatto causa alla Corte costituzionale federale affinché la Confederazione contribuisse ai costi di ristrutturazione, ma questa richiesta è stata respinta. La Corte costituzionale federale ha ritenuto che la Turingia non potesse dimostrare l'esistenza di un obbligo costituzionale alla copertura dei costi. Anche una richiesta simile proveniente dalla Sassonia è stata respinta, come riportato dal Welt. L'atteggiamento del governo federale, che non ritiene sufficienti le attuali denunce, è fortemente criticato dai politici della Turingia.

Il ministro Tilo Kummer intende riportare la questione all'ordine del giorno, poiché i costi annuali per i lavori di sicurezza nelle miniere di Springen e Merkers oscillano tra i 16 e gli oltre 20 milioni di euro. L'associazione distrettuale dei Verdi della Turingia spinge affinché il governo federale si assuma finalmente di nuovo la responsabilità. La Sassonia e la Sassonia-Anhalt hanno già nei loro contratti generali per i siti contaminati clausole più vantaggiose che prevedono un migliore rimborso dei costi per i siti sospettati di contaminazione.

Preoccupazioni per il futuro

Non senza ragione la Turingia parla di “costi eterni” incombenti. Il problema è aggravato da ulteriori difficoltà, come l'intrusione di acqua nella fossa del salto. Ciò dimostra ancora una volta quanto sia importante chiarire rapidamente la questione del finanziamento, non solo per il Paese stesso, ma anche per l’ambiente futuro. Il ministro dell'Ambiente della Turingia Bernhard Stengele prende una posizione chiara quando afferma: "I costi per la rimozione dei siti contaminati non devono essere sostenuti solo dallo Stato". La pressione sul governo federale aumenta perché la responsabilità delle aziende statali dell'ex DDR da ristrutturare rimane un problema irrisolto.

Anche se il tribunale prenderà la decisione definitiva, resta da vedere se la Turingia otterrà finalmente il sostegno di cui ha bisogno. La situazione attuale non è solo un dilemma finanziario ma anche ecologico che potrebbe avere un impatto significativo sul futuro della regione.