Procedura Dublino: perché la Germania fallisce sempre più a causa dei paesi dell’UE
La Germania presenta richieste di ritorno ai paesi dell’UE, mentre la procedura di Dublino mostra sfide nelle procedure di asilo.

Procedura Dublino: perché la Germania fallisce sempre più a causa dei paesi dell’UE
Un importante rapporto chiarisce che la Germania avrà bisogno di rimpatri verso altri paesi dell’UE nella prima metà del 2025 a seguito della procedura di Dublino, che è stata spazzata via. In totale sono state inviate all'estero 20.574 richieste di assunzione, ma il rimpatrio effettivo dei migranti è stato inferiore alle aspettative: solo 3.109 migranti, ovvero circa il 15%, sono stati effettivamente rimpatriati. Ciò evidenzia le sfide che la politica migratoria tedesca deve affrontare.
La situazione diventa ancora più complicata se si considerano le riammissioni: gli altri Paesi dell'Ue hanno chiesto la ripresa in carico di 7.937 migranti in totale, richiesta accolta in 2.326 casi (circa il 29%). Tra le richieste della Germania all'Italia, che ammontano a 3.824 richieste di subentro, non si è verificato un solo caso di rimpatrio, sebbene l'Italia abbia acconsentito a 4.477 richieste, alcune delle quali risalenti all'anno precedente. Ciò mette in discussione la procedura Dublino, che dovrebbe regolare la determinazione della competenza per le procedure di asilo nell’UE.
La procedura Dublino in revisione
Come il notizie quotidiane descrive, nel 2023 e nel 2024 si registrerà un aumento significativo dei casi in cui le autorità tedesche non hanno trasferito i richiedenti asilo nei paesi partner competenti dell’UE secondo i requisiti della procedura di Dublino. In molti casi l’approvazione ufficiale è già stata data. La procedura stessa prevede che i richiedenti asilo debbano presentare domanda nello Stato membro in cui sono entrati per la prima volta nell'UE per evitare che presentino domande di asilo in più paesi.
Troviamo un esempio particolarmente significativo nel caso di un presunto aggressore ad Aschaffenburg, il cui rimpatrio in Bulgaria non ha potuto avvenire in tempo a causa di ritardi nell'elaborazione. Ciò dimostra chiaramente che anche in caso di approvazione la burocrazia può svolgere un ruolo decisivo.
Ostacoli e sfide
Per determinare le competenze e le relative scadenze, la procedura Dublino prevede norme chiare. Il trasferimento deve avvenire entro un periodo massimo di sei mesi dal momento in cui il paese ricevente ha dato il suo consenso. In caso contrario, la responsabilità verrà trasferita dallo Stato membro originario alla Germania. Ciò sta esercitando ulteriore pressione sulle autorità tedesche e portando a un preoccupante aumento dei casi non conclusi.
Nel 2023 la Germania ha presentato domanda per oltre 74.600 casi, di cui solo circa 5.000 hanno potuto essere effettivamente trasferiti. Nel 2024 le richieste sono state nuovamente oltre 74.000, ma sono stati effettuati solo circa 5.800 trasferimenti. Particolarmente allarmante: l’Italia, che in passato spesso poneva condizioni impossibili per i trasferimenti di ritorno, l’anno scorso ha accolto solo tre casi dalla Germania, sebbene siano stati forniti più di 10.000 consensi alla riammissione. Nella discussione sulla politica migratoria, la cooperazione all’interno dell’UE si rivela impegnativa quando gli interessi nazionali si scontrano.
IL Agenzia federale per la migrazione e i rifugiati sottolinea la complessità della procedura, che tiene conto non solo della base giuridica, ma anche delle sfide pratiche che devono affrontare le autorità dell'immigrazione e la polizia federale. In molti casi, i tribunali tedeschi hanno bloccato i trasferimenti verso la Croazia a causa delle preoccupazioni relative al giusto processo e alle condizioni di alloggio.
La politica migratoria in Germania si trova quindi ad affrontare enormi sfide che non riguardano solo la situazione attuale, ma potrebbero anche avere conseguenze di vasta portata per il futuro delle procedure di asilo in Europa. Sembra che tutti i soggetti coinvolti debbano trovare una migliore connessione tra loro per abbattere le strutture bloccate e sviluppare soluzioni sostenibili.