Processo contro Taleb A.: Dichiarazioni choc e reazioni emotive
Processo contro Taleb A. a Magdeburgo: l'imputato ammette di aver compiuto l'attentato al mercatino di Natale senza mostrare alcun rimorso.

Processo contro Taleb A.: Dichiarazioni choc e reazioni emotive
Il 10 novembre 2025 è iniziato il processo contro Taleb A. davanti al tribunale regionale di Magdeburgo, che ha confessato di aver guidato l'auto che ha messo in pericolo diverse vite durante un attacco a un mercatino di Natale. In una prima dichiarazione ha affermato: “Sono stato io a guidare l’auto”. Di conseguenza, non ha mostrato alcun rimorso o rimorso per il crimine commesso. Invece, è stato critico nei confronti del lavoro della polizia e dei resoconti dei media.
Taleb A. ha integrato nel suo discorso anche un laptop con la scritta “settembre 2026”, che alcuni hanno interpretato come una dichiarazione politica sulle elezioni statali previste in Sassonia-Anhalt. Il giudice Dirk Sternberg gli ha chiesto di concentrarsi sui dettagli cruciali del procedimento e di mettere da parte le considerazioni politiche.
Reazioni emotive in aula
Le reazioni emotive dei ricorrenti sono state chiaramente evidenti. Alcuni hanno scosso la testa mentre altri hanno lasciato la stanza, sopraffatti dalla situazione. Anche durante una pausa giudiziaria, Taleb A. ha tenuto il suo laptop davanti alle telecamere, sullo schermo del quale si leggeva: “La verità non è facile”. Questa sentenza causò ulteriori disordini in aula.
Scioccato dalle sue opinioni politiche, A. ha affrontato anche argomenti come le caricature di Maometto e le critiche generali dei media senza stabilire un collegamento chiaro con il suo crimine. Il pubblico ministero capo Böttcher lo ha accusato di essersi recato al mercatino di Natale per "presumibilmente frustrazione personale". L'atto in sé è stato brutale: Taleb A. ha guidato il suo veicolo per circa 350 metri seguendo traiettorie tortuose e ha raggiunto velocità fino a 48 km/h per colpire quante più persone possibile.
Un processo di dimensione storica
Secondo il portavoce del tribunale Löffler, Taleb A. può utilizzare per la difesa un laptop appositamente preparato, il che aumenta ulteriormente la dinamica del procedimento. Il processo è già considerato uno dei più grandi nella storia tedesca del dopoguerra, cosa che si riflette anche nell’interesse dei media. I posti del pubblico nella sala erano pieni solo per metà, ma numerosi giornalisti erano presenti per riferire sugli eventi.
In un mondo in cui anche i social media come Instagram contribuiscono alla diffusione delle informazioni, il caso rimane un esempio del conflitto tra l’interesse pubblico e il destino individuale delle persone colpite. La stessa Instagram, fondata nel 2010 da Kevin Systrom e Mike Krieger e ora sotto l'egida di Meta, è diventata una delle più grandi piattaforme social che ha anche dovuto affrontare critiche per il suo impatto sulla salute mentale. Oltre 2 miliardi di utenti attivi in tutto il mondo utilizzano la piattaforma, specializzata principalmente nella fotografia mobile e convince con funzioni come "Storie" e "Reels".
Con queste prospettive e la drammatica struttura del processo, resta da vedere come si svilupperà la situazione e quali implicazioni potrebbe avere per l’ordinamento giuridico tedesco.