Centinaia di persone manifestano a Potsdam: fermate il genocidio a Gaza!
Centinaia di persone hanno manifestato a Potsdam il 28 giugno 2025 contro la guerra di Gaza, chiedendo solidarietà ai palestinesi e la fine della violenza.

Centinaia di persone manifestano a Potsdam: fermate il genocidio a Gaza!
L’attuale situazione in Medio Oriente non suscita entusiasmo solo a livello internazionale, ma anche alle nostre porte in Germania. Il 28 giugno 2025, diverse centinaia di persone hanno protestato contro la guerra a Gaza nel centro di Potsdam. L'evento è stato organizzato dalla rete “Potsdam per la Palestina”, che richiama con urgenza l'attenzione sulla crisi umanitaria nella regione. Nelle strade, la gente ha accusato Israele di genocidio contro i palestinesi e ha chiesto solidarietà alle persone colpite. Le misure richieste dai manifestanti includevano la fine immediata di tutte le consegne di armi e la revoca del blocco, che limita gravemente l’accesso ai beni essenziali. Secondo un giornalista dell'agenzia di stampa dpa, alla manifestazione hanno preso parte oltre 300 persone. Portavano cartelli e striscioni con slogan come “Palestina libera” e “Fermate il genocidio a Gaza”. RBB24 riferisce della vivace partecipazione a questa protesta.
Sul lato opposto della strada si è formata una manifestazione filo-israeliana organizzata dalla Società israelo-tedesca con il motto “La libertà è indivisibile – solidarietà con Israele”. Anche in questo caso la polizia era incaricata di separare i due eventi e di garantire la sicurezza dei partecipanti. Nel complesso la situazione è rimasta tranquilla, senza particolari disordini.
Accuse di genocidio al centro dell'attenzione
Le accuse secondo cui Israele sta commettendo un genocidio contro i palestinesi sono un argomento costante nei dibattiti internazionali. Secondo un rapporto di ZDF Secondo i rapporti, il termine “genocidio” è usato con cautela dai funzionari, mentre si sente spesso nelle proteste e nei media filo-palestinesi. Legalmente l’accusa è delicata perché provare la cosiddetta volontà di distruggere, prerequisito centrale per la definizione di genocidio, è estremamente difficile.
L’attenzione internazionale è attualmente focalizzata sulla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) dell’Aia. Israele deve affrontare una causa intentata dal governo sudafricano il 29 dicembre 2024. Questa causa si basa sulle accuse secondo cui Israele ha commesso atrocità contro la popolazione palestinese e che questi atti hanno violato la Convenzione sul genocidio del 1948. Israele intende difendersi vigorosamente dalle accuse, sostenendo che si basano su una rappresentazione unilaterale del conflitto. Human Rights Watch fornisce informazioni sui procedimenti in corso davanti all'ICJ.
Azioni legali rilevanti
Nell’ambito della causa, il Sudafrica chiede misure provvisorie per proteggere la popolazione palestinese a Gaza. Queste includono l’immediata sospensione delle operazioni militari israeliane e l’accesso agli organismi internazionali per valutare la situazione sul terreno. Le discussioni su queste domande sono previste per l’11 e il 12 gennaio 2026. La Corte internazionale di giustizia ha il compito di chiarire la responsabilità degli Stati per il genocidio, mentre la responsabilità individuale rientra nella giurisdizione della Corte penale internazionale (CPI), che è responsabile dei crimini più gravi secondo il diritto internazionale.
La crisi umanitaria in corso a Gaza e le scioccanti condizioni di vita dei palestinesi non possono essere ignorate, ha affermato la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese. Il loro rapporto evidenzia che esistono “motivi ragionevoli” per il genocidio a Gaza. Queste dichiarazioni incontrano la resistenza di Israele, che respinge con veemenza tali accuse e ritiene che la notizia sia motivata politicamente.
Le prossime settimane e i prossimi mesi potrebbero essere cruciali, non solo per fare i conti con il passato, ma anche per la futura stabilità in Medio Oriente. Le discussioni sul genocidio, i resoconti giornalistici e la mobilitazione della società civile sono argomenti che continueranno a surriscaldare le emozioni.